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Categoria: ISTITUZIONI

Sala attacca: “Una parte della Procura fa politica, la candidatura dell’ex pm Siciliano lo dimostra”. La replica di Lisa: “Teorie che si smentiscono da sole”

Toni netti da parte del sindaco di Milano Giuseppe Sala sul rapporto tra magistratura e politica. A margine della cerimonia per il 212° anniversario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri, in corso alla caserma Montebello, il primo cittadino ha puntato il dito contro una componente della Procura milanese, individuando nella candidatura dell’ex pm Tiziana Siciliano la […]

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Toni netti da parte del sindaco di Milano Giuseppe Sala sul rapporto tra magistratura e politica. A margine della cerimonia per il 212° anniversario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri, in corso alla caserma Montebello, il primo cittadino ha puntato il dito contro una componente della Procura milanese, individuando nella candidatura dell’ex pm Tiziana Siciliano la conferma delle proprie perplessità.

Le accuse del sindaco: “Rispetto le istituzioni, ma qui c’è chi fa politica”

Sala ha premesso di non voler generalizzare né muovere accuse indiscriminate, rivendicando rispetto verso le altre istituzioni, Procura compresa. Allo stesso tempo, però, ha sostenuto che esisterebbe una parte dell’ufficio giudiziario impegnata sul terreno politico, individuando proprio nella discesa in campo di Siciliano una dimostrazione “solida” di tale lettura. Un giudizio che, ha lasciato intendere il sindaco, si fa più severo con il trascorrere dei giorni.

Al centro delle riflessioni del primo cittadino c’è anche la posizione assunta dalla magistrata in merito all’esposto presentato da Massimiliano Lisa. Sala ha riferito di aver appreso che la pm avrebbe dichiarato di non averne memoria, manifestando alcune riserve pur precisando di non disporre di alcun elemento per smentire tale affermazione.

A risultare incomprensibile, secondo Sala, è soprattutto la decisione di una professionista di lunga esperienza, già titolare di un incarico di vertice in Procura, di accettare una candidatura al fianco di una persona che conoscerebbe poco e senza svolgere verifiche preventive. Un passaggio che il sindaco ha definito difficile da spiegare, alimentando ulteriormente i suoi dubbi sull’intera vicenda.

La controreplica di Lisa: “Lascio volentieri ad altri i romanzi”

Non si è fatta attendere la risposta di Massimiliano Lisa, amministratore del Museo Leonardo3 e candidato sindaco alle prossime elezioni comunali di Milano, chiamato direttamente in causa nella ricostruzione del primo cittadino. Lisa ha contestato anzitutto la coerenza interna del ragionamento di Sala. “Se davvero le inchieste sull’urbanistica fossero state mosse da finalità politiche per delegittimarlo – osserva – la fuga di notizie che ha portato sui giornali il suo nome e quello di Siciliano, anziché quelli degli indagati, avrebbe semmai dovuto avvantaggiare il sindaco, non danneggiarlo”.

Il candidato ha poi respinto l’idea che dietro la sua intesa con l’ex magistrata si nascondano secondi fini. “Sala non riesce a concepire che due persone possano incontrarsi, condividere un programma per la città, stimarsi e impegnarsi insieme senza secondi fini, patti segreti o trame nascoste. Questo dice molto di Sala e del suo modo di vedere la politica”. Secondo Lisa, Milano ha bisogno di risposte concrete su sicurezza, degrado, casa e trasparenza, non di teorie destinate a smentirsi da sole. Da parte sua, ha concluso, continuerà a occuparsi dei fatti, lasciando ad altri i “romanzi”.

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