Salvini rilancia la legge “anti-maranza” dopo i saccheggi di Milano: “Qualcuno cercava il morto, serve accelerare”
Il vicepremier respinge la lettura del disagio sociale e chiede al centrosinistra una condanna senza riserve. Nessuna critica alla gestione dell’ordine pubblico, ma un affondo sullo scontro tra il sindaco e il Viminale
Due giornate di devastazioni nel centro di Milano diventano per la Lega l’argomento a sostegno di una proposta di legge già depositata. Intervenendo a Milano, nel corso della conferenza stampa di presentazione della proposta di legge sulla cittadinanza promossa dalla Lega nella sede di via Bellerio, il segretario del partito e vicepremier Matteo Salvini ha sostenuto che i fatti di cronaca confermano l’urgenza del provvedimento definito “anti-maranza”. Centinaia di fermi, saccheggi e devastazioni, con ragazzini di dodici anni che sfondano vetrine, impongono a suo giudizio un’accelerazione.
“Chi prende a sassate un poliziotto non è un rivoluzionario”
Salvini respinge l’interpretazione fondata sul disagio sociale, osservando che non vi rientra chi si muove con l’intenzione di aggredire i dipendenti di un supermercato. Chi colpisce una commessa o lancia pietre contro un agente, afferma, non va considerato un rivoluzionario. Da qui la richiesta rivolta al centrosinistra: eliminare le riserve dalle proprie dichiarazioni e condannare le violenze senza aggiunte.
Il nodo del taser e la stoccata sul litigio con Piantedosi
Sul fronte della sicurezza il vicepremier ha scelto una linea diversa da quella di altri esponenti del centrodestra. Richiamando la propria esperienza al Viminale, ha riconosciuto la difficoltà di organizzare i dispositivi in una fase in cui le mobilitazioni corrono su chat, Telegram, TikTok e social network. Nessuna contestazione a Sala, quindi, e un ringraziamento esplicito alla Polizia Locale per il lavoro svolto.
Le critiche al sindaco riguardano scelte precedenti anziché la gestione delle ultime ore. Salvini ha definito surreale che la Polizia Locale non disponga del taser, e ha preso di mira il confronto a distanza tra Giuseppe Sala e il ministro dell’Interno, insieme alle precisazioni che attribuisce non soltanto al primo cittadino ma all’intero schieramento.