Scontri a Milano, Sala tra i negozi devastati del centro: “Città ferita ma ha già rialzato le serrande. La tensione però non è finita”
Il sindaco visita gli esercizi colpiti nel fine settimana e avverte che la tensione non è esaurita: “La fase è delicata, non è il tempo di cercare voti”
Il giorno dopo le devastazioni di sabato 17 e domenica 18 ottobre, il sindaco di Milano Giuseppe Sala si è presentato nei negozi danneggiati accompagnato dal presidente di Confcommercio Carlo Sangalli. Il giro ha toccato alcune delle attività colpite nelle due giornate di saccheggi, dove il primo cittadino ha incontrato titolari e dipendenti ancora segnati da quanto accaduto, ai quali ha espresso vicinanza.
In Galleria Passarella Sala ha incontrato una giovane dipendente di un piccolo esercizio, aggredita durante i disordini di domenica e già rientrata in servizio il lunedì mattina. In lei e negli altri lavoratori che hanno riaperto le serrande, osserva il sindaco, si riconosce il rifiuto di cedere alla paura, all’odio e alla violenza.
Sala: “Violenze inaccettabili e ingiustificabili. La sensazione è che non sia finita”
Per Sala quanto avvenuto sabato e domenica contro le forze dell’ordine, gli spazi pubblici e i negozi è “inaccettabile e ingiustificabile”, senza attenuanti. Il primo cittadino teme però che la tensione non si sia esaurita, e non soltanto a Milano: la fase, avverte, resta delicata e c’è ancora molto da fare.
Di fronte alla polemica esplosa dopo gli scontri, con accuse incrociate tra governo, centrodestra cittadino e candidati alle primarie, il sindaco fissa un limite: “Non è questo il tempo di cercare voti”.