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San Siro passa a Milan e Inter: firmato il rogito, ma la Procura apre indagine per turbativa d’asta

Firmato il rogito per la vendita di San Siro a Milan e Inter per 197 milioni, ma la Procura di Milano indaga per turbativa d’asta.

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Lo storico stadio di San Siro passa ufficialmente nelle mani di Milan e Inter. Mercoledì 5 novembre, nello studio del notaio Filippo Zabban, è stato firmato il rogito per la vendita dello stadio e delle aree circostanti da parte del Comune di Milano. L’operazione, approvata dal Consiglio comunale lo scorso 29 settembre, ha previsto un prezzo complessivo di 197 milioni di euro e segna l’avvio di un progetto di rinnovamento e sviluppo urbano nell’area.

I club: “Investimento per crescita e valore sostenibile”

In una nota congiunta, Milan e Inter sottolineano come il progetto rappresenti un nuovo capitolo per Milano e per i club.
«La realizzazione del nuovo stadio e la rigenerazione urbana circostante creeranno valore e garantiranno standard internazionali di eccellenza», dichiarano i club, guidati dai proprietari RedBird e dai fondi gestiti da Oaktree.

Il progetto è affidato agli studi Foster + Partners e Manica, che cureranno sia l’impianto sia il masterplan delle aree limitrofe, con finanziamenti coordinati da Goldman Sachs, JP Morgan, Banco BPM e Bper Banca.

Indagine della Procura per turbativa d’asta

Poche ore dopo la firma del rogito, la Procura di Milano ha aperto un’indagine per turbativa d’asta. I pm Paolo Filippini, Giovanna Cavalleri e Giovanni Polizzi hanno sentito come testimone Claudio Trotta, promoter di Barley Arts, che aveva espresso l’intenzione di partecipare al bando pubblico del Comune di Milano per la riqualificazione di San Siro.

Trotta ha spiegato di non aver potuto presentare la propria proposta, che prevedeva la ristrutturazione dello stadio Meazza e delle aree circostanti, per mancanza di tempi e risorse adeguate. L’avviso pubblico si era concluso senza proposte alternative a quelle di Milan e Inter, consentendo ai club di avanzare la propria offerta.

L’idea alternativa di Trotta: ristrutturazione e gestione integrata

Fin dal 2019, Trotta aveva proposto una soluzione diversa: un bando internazionale per ristrutturare il Meazza, riducendo il terzo anello, inserendo un tetto retraibile e un prato modulabile, rendendo lo stadio utilizzabile tutto l’anno. L’obiettivo era creare un impianto multifunzionale senza escludere la partecipazione dei club calcistici.

Questa proposta, presentata anche ai dirigenti del Comune, non era stata inclusa nel bando ufficiale, che ha lasciato via libera all’acquisto da parte di Milan e Inter.

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