Sanità lombarda, Bertolaso rilancia: “Prevenzione, territorio e personale al centro della svolta”
L’assessore al Welfare illustra novità su medici di base, liste d’attesa e Case di comunità per rafforzare il modello lombardo
La sanità lombarda conferma il suo ruolo di riferimento nazionale e internazionale, capace di gestire emergenze complesse come l’incendio di Crans-Montana. A ribadirlo è stato l’assessore al Welfare Guido Bertolaso durante la seduta straordinaria del Consiglio regionale dedicata allo stato del sistema sociosanitario. Secondo i dati Agenas e le valutazioni degli organismi internazionali, la rete lombarda si distingue per solidità organizzativa e professionalità, con punti di forza nella tempestività e nell’efficienza delle risposte.
Bertolaso ha richiamato il Piano sociosanitario regionale, sottolineando l’importanza della prevenzione come pilastro strategico. La Regione sta puntando sia sulla prevenzione primaria sia su quella secondaria, con progetti innovativi per individuare precocemente le principali patologie. Tra le iniziative più ambiziose, la sperimentazione di un nuovo modello di screening per il tumore del colon-retto, che partirà da Pavia, viene definita dall’assessore un intervento senza precedenti in Europa.
Medicina territoriale e riduzione della burocrazia
Uno degli obiettivi chiave riguarda la riorganizzazione della medicina territoriale. Bertolaso ha evidenziato come la digitalizzazione e la semplificazione delle procedure possano rendere più attrattiva la professione medica, contribuendo a ridurre la carenza di medici di base, stimata in Lombardia in 626 unità rispetto alla media nazionale. La Regione è in dialogo con Ministero e altre Regioni per trovare soluzioni efficaci.
Medici di famiglia: flessibilità e formazione universitaria
L’assessore ha ribadito che il modello lombardo non punta alla sola dipendenza dei medici di base. L’idea è consentire ai medici più esperti di restare liberi professionisti con monte ore prestabilito, agevolando il loro lavoro nelle Case di comunità, mentre i medici più giovani possono scegliere un percorso di dipendenza nella sanità pubblica. Bertolaso ha inoltre sottolineato l’importanza di rendere la specializzazione dei medici di base universitaria, al pari di altre discipline, valorizzando il ruolo di primo riferimento per i cittadini.
Case e Ospedali di comunità, centrali 116117 e PNRR
L’assessore ha confermato che entro fine anno saranno operative le centrali UniCA 116117, fondamentali per integrare i servizi territoriali. Per Case e Ospedali di comunità, l’impegno è rispettare le scadenze del PNRR, con l’obiettivo di completare le strutture previste: 42 Case di comunità attive al momento su 165 previste entro marzo, mentre gli ospedali di comunità sono già 28 su 60. Bertolaso ha ribadito che i servizi mancanti, soprattutto in termini di medici e infermieri, saranno completati entro settembre.
Liste d’attesa e CUP regionale: il modello vaccini
Le liste d’attesa saranno gestite con un approccio simile a quello adottato durante la campagna vaccinale anti-Covid, con analisi puntuale delle richieste e indicazioni operative vincolanti per gli enti erogatori. La gestione informatica sarà affidata a Poste Italiane e il CUP regionale diventerà uniforme su tutto il territorio entro la fine dell’anno, semplificando l’accesso ai cittadini.
Personale sanitario: emergenza infermieri ma segnali positivi sui medici
Sul fronte del personale, il panorama per i medici appare positivo nel medio-lungo periodo, ma resta critica la carenza di infermieri. La Regione punta a rafforzare gli organici con l’arrivo di circa 3.500 infermieri entro il 2027, anche tramite canali internazionali, per garantire la qualità dell’assistenza e completare l’offerta di servizi nelle strutture sanitarie.