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Categoria: ISTITUZIONI

Sanità lombarda, Bertolaso smentisce il buco da 1,6 miliardi: “Bilancio solido, nessun rischio per la Regione”

Bertolaso rassicura sui conti: il presunto disavanzo non metterebbe a rischio il bilancio regionale.

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Il presunto disavanzo nei conti della sanità lombarda non rappresenterebbe una minaccia per la stabilità finanziaria della Regione. A chiarirlo è l’assessore al Welfare della Lombardia, Guido Bertolaso, che ha ridimensionato le stime circolate negli ultimi giorni su un possibile buco da oltre un miliardo di euro.

Secondo l’assessore, le cifre diffuse non riflettono la reale situazione dei conti e devono essere valutate nel contesto complessivo del bilancio sanitario regionale, che supera i 24 miliardi di euro l’anno. Un eventuale scostamento di alcune centinaia di milioni, ha spiegato, non comprometterebbe l’equilibrio della gestione.

I conti della sanità ancora in fase di definizione

La situazione finanziaria del sistema sanitario lombardo è attualmente oggetto di verifiche tecniche. Regione Lombardia sta infatti attendendo l’ultima quota del Fondo sanitario nazionale relativa al 2026, elemento decisivo per definire con precisione il quadro complessivo.

Il tema è stato discusso anche all’interno della Giunta regionale e continuerà a essere al centro di confronti politici e tecnici nei prossimi giorni. Tra i protagonisti degli incontri ci saranno il presidente Attilio Fontana, l’assessore al Welfare Bertolaso, l’assessore al Bilancio Marco Alparone e i rappresentanti della maggioranza. Parallelamente è previsto anche un confronto con la Ragioneria dello Stato, proprio per chiarire alcuni aspetti legati alla distribuzione delle risorse sanitarie nazionali.

Le stime sul possibile disavanzo

Le ricostruzioni emerse nelle scorse settimane parlavano di un possibile squilibrio nei conti compreso tra 1,6 e 2,2 miliardi di euro, a seconda delle interpretazioni di alcune voci contabili. Tra le principali componenti figurano le spese per il personale sanitario, gli interventi per ridurre le liste d’attesa e i rimborsi delle prestazioni effettuate dal sistema privato accreditato.

Un ulteriore punto di discussione riguarda alcune centinaia di milioni di euro legati agli ammortamenti degli investimenti sanitari. Regione Lombardia considera queste spese come costi in conto capitale, mentre lo Stato tenderebbe a classificarle come spesa corrente, generando così una differenza di valutazione nei conti. Secondo fonti regionali, tuttavia, l’ipotesi più realistica porterebbe a un disavanzo sensibilmente più contenuto rispetto alle stime iniziali. In uno scenario prudenziale, lo scostamento effettivo potrebbe ridursi fino a circa 200 milioni di euro.

Il confronto con il Governo sul Fondo sanitario

Alla base delle tensioni tra Regioni e Governo c’è anche il tema del riparto del Fondo sanitario nazionale. Alcuni territori hanno chiesto di rivedere i criteri di distribuzione delle risorse introducendo parametri legati alla bassa densità abitativa e alla dispersione geografica. Una proposta che potrebbe favorire le regioni meno popolose ma che rischia di ridurre la quota destinata ai sistemi sanitari più grandi, come quello lombardo. Il confronto su questo punto è ancora aperto e rappresenta uno dei nodi principali della trattativa tra Governo e amministrazioni regionali.

La questione dei conti della sanità è destinata a entrare anche nel confronto politico regionale. Alcune forze di opposizione hanno chiesto chiarimenti ufficiali in Consiglio regionale per comprendere meglio l’entità dello squilibrio e le eventuali conseguenze sul sistema sanitario.

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