Scuola in Lombardia: boom di iscrizioni agli istituti tecnico-professionali, licei in calo
Le iscrizioni alla scuola secondaria lombarda mostrano un calo dei licei e una crescita dei percorsi tecnico-professionali, con scelte influenzate dal contesto sociale.
I dati dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia rivelano una tendenza strutturale nelle iscrizioni alla Scuola Secondaria di II grado per l’anno 2026/2027. Su oltre 80.000 domande, i licei raccolgono il 49,44% degli iscritti, in lieve calo rispetto agli anni precedenti, mentre crescono gli istituti professionali e la filiera tecnologico-professionale 4+2. Dietro questi numeri si apre una questione cruciale: la scuola forma cittadini consapevoli o semplicemente prepara lavoratori?
Il boom della filiera 4+2
Il percorso 4+2 registra un incremento del 41% degli iscritti in tutta la Lombardia, con Brescia e Cremona che più che triplicano i numeri e province come Como e Pavia che partecipano per la prima volta. Parallelamente, gli istituti tecnici restano sopra la media nazionale, coerenti con la vocazione industriale della regione, mentre gli istituti professionali crescono al 14,7%. Questi dati raccontano una scelta crescente verso percorsi orientati al lavoro, spesso condizionata dalle risorse familiari e dal tempo scuola disponibile.
La lettura dei dati tra disuguaglianze e accesso all’istruzione
Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, interpreta i risultati come il successo di una riforma che valorizza i “talenti” degli studenti. La FLC CGIL Lombardia, però, evidenzia che parlare di talento nasconde un rischio di selezione precoce, legata a condizioni sociali e territoriali, e rischia di trasformare la formazione tecnica in un canale di serie B per chi non ha accesso ai saperi teorici.
Il tempo scuola come presidio democratico
Le famiglie lombarde mostrano una forte richiesta di tempo pieno, superiore alla media nazionale, ma la riduzione di ore scolastiche, laboratori e personale rende le scelte educative meno libere e più influenzate dalle possibilità economiche. Per molti, la filiera 4+2 non rappresenta una liberazione ma l’unica via percorribile. La FLC CGIL invita a ripensare la scuola come spazio democratico, capace di offrire un’istruzione completa, critica e senza gerarchie implicite tra indirizzi, in grado di formare menti prima ancora che mani.