Teatro alla Scala celebra Pierre Lacotte con la prima milanese di Paquita
Un omaggio al maestro della danza romantica a un anno dalla scomparsa Milano – Il Teatro alla Scala dedica un tributo speciale al coreografo Pierre Lacotte, a poco più di un anno dalla sua scomparsa, portando per la prima volta sul proprio palcoscenico Paquita, balletto che il maestro francese rielaborò nel 2001 per l’Opéra di […]
Un omaggio al maestro della danza romantica a un anno dalla scomparsa
Milano – Il Teatro alla Scala dedica un tributo speciale al coreografo Pierre Lacotte, a poco più di un anno dalla sua scomparsa, portando per la prima volta sul proprio palcoscenico Paquita, balletto che il maestro francese rielaborò nel 2001 per l’Opéra di Parigi. Considerato un punto di riferimento nella riscoperta del repertorio romantico, Lacotte recuperò l’opera originariamente creata da Joseph Mazilier nel 1846, restituendole una seconda vita dopo la breve permanenza sulle scene francesi e il successivo successo in Russia.
Debutto scaligero con tre cast per un capolavoro della danza classica
In scena dall’11 al 26 giugno, Paquita sarà proposta con tre cast differenti per valorizzare le diverse sfumature interpretative. Nel ruolo della protagonista si alterneranno l’étoile Nicoletta Manni e le prime ballerine Martina Arduino e Alice Mariani, mentre l’ufficiale francese Lucien d’Hervilly sarà interpretato da Timofej Andrijashenko, Nicola Del Freo e Navrin Turnbull. Il balletto racconta una storia d’amore appassionata ambientata nella Spagna occupata dalle truppe napoleoniche, tra conflitti, identità nascoste e un lieto fine suggellato dalle nozze.
Frédéric Olivieri: “Lacotte è stato fondamentale nella mia carriera”
Durante la conferenza di presentazione, il direttore del Corpo di Ballo della Scala, Frédéric Olivieri, ha ricordato il legame personale e professionale con Lacotte, sottolineando come sia stato il primo coreografo a credere in lui. “È un balletto che unisce molteplici stili, con danze ricche e diversificate”, ha spiegato Olivieri, mettendo in luce la complessità dell’opera tanto dal punto di vista tecnico quanto espressivo.
Conservare il patrimonio: la ripresa firmata Bart e Isoart
La ripresa coreografica dello spettacolo è affidata a Jean-Guillaume Bart e Gil Isoart, entrambi profondi conoscitori del lavoro di Lacotte. I due artisti si sono impegnati nel mantenere viva la visione del coreografo francese, definito “un vero archeologo della danza”, trasmettendo fedelmente la sua eredità alle nuove generazioni di danzatori.
Una protagonista sfaccettata e tecnicamente esigente
“È uno dei ruoli più complessi che abbia mai interpretato”, ha dichiarato Nicoletta Manni, parlando del personaggio di Paquita. “Richiede grande versatilità: da passi virtuosistici a momenti di intensa espressività. Paquita è energica, combattiva, ma anche fragile e ironica, in continua trasformazione”. La partitura musicale sarà diretta da Paul Connelly, completando un allestimento che promette di emozionare e rendere omaggio alla grande tradizione del balletto europeo.