Terrorismo, Sala risponde alle accuse: “Mai incontrato Hannoun, fake news costruite su immagini fuorvianti”
Il sindaco di Milano smentisce ogni legame con l’attivista arrestato: “Disinformazione e foto decontestualizzate per colpire le istituzioni”
Giuseppe Sala interviene per chiarire la propria posizione dopo le accuse circolate nelle ultime ore su una presunta vicinanza a Mohammed Hannoun, l’attivista recentemente arrestato nell’ambito di un’inchiesta per presunti finanziamenti a Hamas. Il sindaco affida la sua risposta ai social, parlando di ricostruzioni infondate e di un tentativo di screditare persone e istituzioni attraverso notizie false.
Le foto al centro delle contestazioni
La polemica nasce dalla diffusione di alcune immagini scattate durante una manifestazione tenutasi a Genova il 17 settembre scorso. Secondo Sala, le fotografie sono state utilizzate in modo strumentale per suggerire una sua presenza in piazza insieme a Hannoun. Il primo cittadino spiega invece che in quella giornata era in corso un incontro dell’Anci, con la partecipazione dei sindaci delle città metropolitane.
Sala chiarisce che, in qualità di ospiti del Comune di Genova, alcuni sindaci si affacciarono per pochi minuti in piazza mentre era in corso una manifestazione di solidarietà a Gaza e alla Palestina. Una presenza rapidissima, sottolinea, interrotta quasi subito da contestazioni e insulti, tanto da rendere necessario l’allontanamento immediato.
Sala: “Nessun contatto con Hannoun”
Il sindaco ribadisce con fermezza di non aver mai incontrato personalmente Mohammed Hannoun. L’accostamento tra le immagini che ritraggono i sindaci e quelle dell’attivista sul palco viene definito scorretto e ingannevole, poiché si tratta di scatti realizzati in momenti differenti e privi di qualsiasi collegamento diretto.
La posizione su Medio Oriente e terrorismo
Nel suo intervento, Sala riafferma di aver sempre espresso solidarietà al popolo palestinese, accompagnata da una condanna esplicita di Hamas, riconosciuta come organizzazione terroristica dall’Unione europea. Una posizione che, sottolinea, non esclude una valutazione critica sull’azione del governo israeliano e sulle conseguenze umanitarie del conflitto.
Il primo cittadino conclude parlando di una campagna di disinformazione che sfrutta temi drammatici per fini politici. Un’operazione che, a suo giudizio, non solo danneggia l’immagine delle persone coinvolte, ma contribuisce anche a indebolire il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni.