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Categoria: ISTITUZIONI

Trasferimento tecnologico università-imprese: Regione Lombardia stanzia quasi 9 milioni per cinque nuovi progetti di ricerca

La Giunta regionale ha approvato un incremento della dotazione finanziaria destinata al bando “Sostegno al trasferimento tecnologico tra mondo della ricerca e delle imprese lombarde”, su proposta dell’assessore a Università, Ricerca e Innovazione Alessandro Fermi. L’integrazione ammonta a 8.748.413 euro e consente lo scorrimento della graduatoria vigente, portando da 21 a 26 il numero complessivo […]

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La Giunta regionale ha approvato un incremento della dotazione finanziaria destinata al bando “Sostegno al trasferimento tecnologico tra mondo della ricerca e delle imprese lombarde”, su proposta dell’assessore a Università, Ricerca e Innovazione Alessandro Fermi. L’integrazione ammonta a 8.748.413 euro e consente lo scorrimento della graduatoria vigente, portando da 21 a 26 il numero complessivo di progetti finanziati. Lo stanziamento iniziale del bando era pari a 50 milioni di euro.

Cinque atenei beneficiari, quattro filiere strategiche

I nuovi progetti selezionati fanno capo all’Università degli Studi di Pavia, all’Università degli Studi di Milano-Bicocca, all’Università degli Studi di Brescia, all’Humanitas University di Pieve Emanuele e all’eCampus di Novedrate. Le infrastrutture che riceveranno sostegno riguardano ambiti distinti ma complementari: il potenziamento delle infrastrutture scientifiche in campo medico, lo sviluppo del supporto tecnologico alle filiere strategiche, la realizzazione di un laboratorio multidisciplinare su salute e lavoro, e l’integrazione tra manifattura avanzata e intelligenza artificiale.

Con questo aggiornamento, l’investimento complessivo coperto dalla misura sale a 72.508.148 euro, con un’agevolazione concedibile pari a 58.748.413 euro. In totale, al bando avevano partecipato 14 atenei lombardi con 29 progetti: 28 hanno superato l’istruttoria, rappresentando un investimento aggregato di quasi 78 milioni di euro.

Fermi: “La ricerca non può restare chiusa nei laboratori”

L’assessore Fermi ha inquadrato il provvedimento in una strategia più ampia di rafforzamento del sistema universitario lombardo, sottolineando come la misura, proposta per la prima volta da Regione Lombardia, abbia riscosso un riscontro superiore alle attese. “Con questo bando ho voluto che fosse fatto un passo decisivo nel rafforzamento del dialogo tra università e imprese, in particolare Pmi”, ha dichiarato. “La ricerca non può restare chiusa nei laboratori, ma deve essere motore di sviluppo, innovazione e competitività per tutto il territorio.”

Fermi ha anche richiamato la dimensione demografica della sfida: con il calo delle nascite che si profila nei prossimi anni, la capacità degli atenei lombardi di attrarre studenti, tanto dalle altre regioni italiane quanto dall’estero, dipenderà sempre più dalla qualità delle infrastrutture disponibili. “La mia convinzione è che infrastrutture all’avanguardia siano uno dei principali richiami per chi vuole studiare”, ha aggiunto.

Un modello che punta a connettere ricerca e sistema produttivo

Il bando rappresenta un tentativo strutturato di avvicinare due mondi tradizionalmente distanti: quello accademico e quello industriale, con attenzione particolare alle piccole e medie imprese. La logica sottostante è che le infrastrutture di ricerca finanziate non restino ad uso esclusivo degli atenei, ma vengano aperte alle imprese del territorio per favorire il trasferimento delle conoscenze verso applicazioni concrete e competitive. Un approccio che, stando ai numeri delle candidature ricevute, ha trovato terreno fertile nel sistema universitario lombardo.

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