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Categoria: ARTE - CULTURA

Università Statale di Milano: uno studio sui fossili svela i cambiamenti climatici di 260 milioni di anni fa

Ricercatori analizzano conchiglie di brachiopodi per ricostruire il passato climatico della Terra Milano – Un team internazionale di scienziati ha ricostruito le variazioni climatiche di 260 milioni di anni fa, analizzando fossili di brachiopodi provenienti dall’Iran. Lo studio, condotto da ricercatori dell’Università Statale di Milano, dell’Università degli Studi di Ferrara, dell’Università di St. Andrews in […]

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Ricercatori analizzano conchiglie di brachiopodi per ricostruire il passato climatico della Terra

Milano – Un team internazionale di scienziati ha ricostruito le variazioni climatiche di 260 milioni di anni fa, analizzando fossili di brachiopodi provenienti dall’Iran. Lo studio, condotto da ricercatori dell’Università Statale di Milano, dell’Università degli Studi di Ferrara, dell’Università di St. Andrews in Scozia e dell’Università Ludwig Maximilian di Monaco, è stato pubblicato sulla rivista scientifica “Palaeogeography, Palaeoclimatology, Palaeoecology”.

L’obiettivo della ricerca è stato ricostruire il clima del Paleozoico (570-245 milioni di anni fa), un’epoca caratterizzata da drammatici cambiamenti ambientali e alcune delle più imponenti estinzioni di massa. Grazie ai dati ottenuti dalle conchiglie fossili, i ricercatori hanno potuto studiare la durata della fase fredda seguita all’estinzione del Permiano Medio, evento scatenato da intense attività vulcaniche nell’attuale Cina meridionale.

Le conchiglie dei brachiopodi: bioarchivi del passato climatico

I brachiopodi, oggi rappresentati da poche centinaia di specie, erano estremamente diffusi nel Paleozoico. La loro particolarità sta nella capacità di incorporare elementi chimici presenti nell’acqua marina nella formazione delle loro conchiglie. Analizzando la composizione chimica di questi fossili, gli scienziati hanno potuto ricostruire le condizioni ambientali e climatiche dell’epoca.

“Le conchiglie dei brachiopodi sono veri e propri bioarchivi naturali del clima terrestre”, ha spiegato Marco Viaretti, ricercatore presso il Dipartimento di Scienze della Terra “Ardito Desio” dell’Università Statale di Milano e primo autore dello studio.

Analisi isotopiche per studiare le temperature del passato

Per ricostruire le variazioni climatiche, il team ha adottato un approccio multidisciplinare, verificando lo stato di conservazione delle conchiglie e analizzando i rapporti isotopici dell’ossigeno e del carbonio presenti nei fossili. Gli isotopi dell’ossigeno, in particolare, forniscono preziose informazioni sulle temperature marine del passato.

Grazie a questa metodologia, è stato possibile determinare che la fase fredda post-estinzione è durata circa 2 milioni di anni, caratterizzata da forti oscillazioni stagionali della temperatura. Successivamente, le condizioni climatiche sono diventate più calde, con una minore variazione stagionale.

Implicazioni per lo studio dei cambiamenti climatici attuali

Un dato significativo emerso dalla ricerca è la resilienza dei brachiopodi alle variazioni climatiche: nonostante il raffreddamento globale, questi organismi hanno mantenuto una biodiversità relativamente stabile.

“Questo studio non solo ci permette di comprendere meglio il clima di 260 milioni di anni fa, ma dimostra anche il potenziale dei brachiopodi come strumenti di analisi per le variazioni climatiche del passato”, ha aggiunto Viaretti.

“Le metodologie adottate potranno essere utilizzate per studiare altri periodi geologici segnati da mutamenti climatici, fornendo strumenti preziosi per interpretare l’attuale crisi climatica e il suo impatto sugli ecosistemi e sulla biodiversità”, ha concluso Lucia Angiolini, docente presso il Dipartimento di Scienze della Terra “Ardito Desio” dell’Università Statale di Milano.

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