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Categoria: ISTITUZIONI

Urbanistica a Milano: arriva il primo ordine di demolizione per il palazzo di via Fauchè

Il Comune di Milano ordina l’abbattimento del palazzo di via Fauchè dopo la sentenza del Consiglio di Stato

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Arriva un passaggio decisivo nelle inchieste sull’urbanistica milanese. Il Comune di Milano ha ordinato la demolizione del palazzo di via Fauchè 9, uno dei cantieri finiti sotto la lente della magistratura. Il provvedimento dà esecuzione a una sentenza definitiva del Consiglio di Stato e rappresenta il primo ordine di abbattimento per un intervento contestato.

La decisione di Palazzo Marino

Da Palazzo Marino parlano di un “atto dovuto”. L’amministrazione comunale ha infatti applicato quanto stabilito dal Consiglio di Stato, che lo scorso novembre ha confermato la precedente pronuncia del Tar Lombardia. I giudici hanno chiarito che l’intervento non poteva essere considerato una semplice ristrutturazione edilizia, come dichiarato dai promotori, ma una vera e propria nuova costruzione.

Perché non è una ristrutturazione

Al centro della vicenda c’è una palazzina realizzata all’interno di un cortile, dopo la demolizione di un edificio preesistente di dimensioni inferiori. Secondo la giurisprudenza amministrativa, la demolizione e ricostruzione rientra nella ristrutturazione solo se rispetta criteri stringenti: continuità dell’immobile, utilizzo della volumetria originaria e assenza di modifiche alla morfologia del territorio. Nel caso di via Fauchè, questi requisiti non sono stati ritenuti soddisfatti.

Le conseguenze urbanistiche

La qualificazione dell’intervento come “nuova costruzione” comporta obblighi ben più severi rispetto a una ristrutturazione: maggiori oneri di urbanizzazione, standard di servizi pubblici e procedure autorizzative più complesse. Elementi che, secondo i giudici, non sono stati rispettati attraverso il semplice ricorso alla Scia.

Il procedimento penale in corso

La sentenza ha accolto le tesi del super-condominio della zona, costituitosi parte civile nel processo penale ancora in corso davanti al Tribunale di Milano. A giudizio, con accuse di abusi edilizi, ci sono il costruttore, il direttore dei lavori e l’impresario coinvolti nel progetto. L’udienza è stata rinviata all’inizio di febbraio.

Novanta giorni per abbattere

Con la notifica dell’ordine comunale, i proprietari hanno 90 giorni di tempo per procedere alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi. In caso di mancato intervento, scatteranno sanzioni amministrative e il Comune potrà avviare l’acquisizione gratuita dell’area al patrimonio pubblico.

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