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Categoria: ISTITUZIONI

Urbanistica a Milano, Sala apre al dialogo: “Pronto a sedermi a un tavolo con costruttori e Procura per risolvere la questione delle famiglie sospese”

Il sindaco interviene dopo la sentenza sulla Torre Milano: “Abbiamo interpretato la legge senza infrangerla, ma ci siamo messi in ascolto”

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Il sindaco di Milano Giuseppe Sala si dice disponibile ad aprire un tavolo di confronto che coinvolga costruttori e Procura per trovare una soluzione alla vicenda delle cosiddette “famiglie sospese”, i nuclei familiari intrappolati nei cantieri bloccati o nelle procedure urbanistiche contestate. L’apertura è arrivata a margine del Fii Priority Europe 2026, il forum saudita per gli investimenti in corso a Roma. “Sono disponibile a mettermi a un tavolo con i costruttori, ma anche con la Procura per cercare di trovare una soluzione. Se tutti sono d’accordo, non vedo l’ora, perché queste famiglie capisco che sono in grande difficoltà”, ha dichiarato Sala.

La lettura della sentenza: “Abbiamo interpretato la legge senza infrangerla”

Il sindaco ha commentato anche l’esito del processo sulla Torre Milano, che ha visto l’assoluzione di tutti gli imputati. “Su Milano cosa ha detto il giudizio? Ha detto che di fatto noi abbiamo interpretato la legge senza infrangere la legge”, ha spiegato Sala, aggiungendo però che il Comune ha tenuto conto delle osservazioni ricevute dalla Procura nel corso degli anni, modificando alcune prassi. “La nostra non è stata una barricata. Noi abbiamo difeso la nostra posizione, abbiamo difeso le persone che lavorano con noi, ma ci siamo messi in ascolto anche rispetto alle critiche”.

La proposta: tutti intorno al tavolo, ognuno disposto ad ascoltare

La condizione posta da Sala per uscire dall’impasse è la disponibilità reciproca al dialogo. “Qui non se ne esce se continuiamo a rimanere leali al Tribunale”, ha osservato il sindaco, indicando nella contrapposizione giudiziaria un vicolo cieco per tutte le parti. La sua proposta è che costruttori, Comune e Procura si siedano insieme e che “ognuno deve sforzarsi, anche noi, di ascoltare l’opinione dell’altro”. Una postura che segna un cambio di tono rispetto alla fase più acuta delle tensioni tra Palazzo Marino e la magistratura milanese sul fronte dell’urbanistica.

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