Urbanistica Milano, Sala con i dipendenti del Comune scesi in piazza: “Da due anni vivono un inferno, firmare un atto oggi fa paura”
Il sindaco di Milano Giuseppe Sala torna a schierarsi pubblicamente al fianco dei dipendenti della Direzione Urbanistica del Comune, protagonisti questa mattina di una nuova protesta in piazza della Scala per chiedere maggiore stabilità lavorativa ed economica nel pieno delle inchieste che investono Palazzo Marino. A margine della cerimonia di intitolazione della passeggiata di corso […]
Il sindaco di Milano Giuseppe Sala torna a schierarsi pubblicamente al fianco dei dipendenti della Direzione Urbanistica del Comune, protagonisti questa mattina di una nuova protesta in piazza della Scala per chiedere maggiore stabilità lavorativa ed economica nel pieno delle inchieste che investono Palazzo Marino. A margine della cerimonia di intitolazione della passeggiata di corso Plebisciti al giornalista antifascista Leo Valiani, Sala ha parlato senza filtri del clima che si respira negli uffici coinvolti nelle pratiche urbanistiche. “Io sono più che vicino a loro. È chiaro che è un paio d’anni che stanno facendo una vita infernale”, ha dichiarato il primo cittadino.
Il paradosso del funzionario pubblico: agire in buona fede e rischiare un avviso di garanzia
Sala ha descritto con chiarezza il meccanismo che paralizza gli uffici: “È molto difficile far capire ai cittadini cosa vuol dire oggi firmare degli atti, prendersi delle responsabilità con il rischio di avere un avviso di garanzia quando fai tutto in buona fede.” Una fotografia del disagio vissuto da tecnici e funzionari comunali, sempre più esposti alle conseguenze giudiziarie delle decisioni amministrative ordinarie, in un settore diventato terreno di scontro tra inchieste, polemiche politiche e interpretazioni normative controverse.
La lettera dei trasferimenti: il disagio non è nato oggi
Il sindaco ha rivelato che le richieste di uscita dagli uffici urbanistici non sono una novità. Già in precedenza, aveva ricevuto una lettera firmata da numerosi dipendenti che chiedevano il trasferimento ad altri settori. “Ci sono lavori che uno fa perché ha bisogno dello stipendio, perché è legato al Comune, perché è da tanti anni qua, ma se potesse decidere magari non lo vorrebbe fare”, ha osservato Sala, fotografando una condizione di permanenza forzata più che di scelta. “Cercheremo di stare loro ancora più vicino”, ha aggiunto, senza però indicare misure concrete per alleggerire la pressione giudiziaria e organizzativa che grava sul settore.