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Via al bando del Comune di Milano per 19 beni confiscati alla mafia da assegnare gratuitamente a progetti sociali

Online l’avviso del Comune di Milano: 19 immobili confiscati alla mafia assegnati gratis al Terzo settore con contributi economici.

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Il Comune di Milano rilancia il proprio impegno su welfare e legalità aprendo un nuovo bando pubblico per l’assegnazione gratuita di 19 beni confiscati alla criminalità organizzata. Gli immobili saranno destinati a progetti sociali, promossi da enti del Terzo settore con comprovata esperienza e in linea con le priorità indicate dall’Amministrazione.

Gli immobili disponibili: case, negozi e un laboratorio

Il bando riguarda 12 appartamenti, con cinque pertinenze, distribuiti in diverse zone della città, tra cui Bessarione, Canonica, Lamarmora, Meda e Niccolini, oltre a sei locali commerciali situati in vie strategiche come viale Brianza, via Leoncavallo e largo Fratelli Cervi. Completa l’elenco un laboratorio di arti e mestieri in via Jean Jaurès. Gli immobili saranno concessi per otto anni, con possibilità di un solo rinnovo per un periodo equivalente.

Contributi economici per avviare i progetti

A sostegno delle realtà che si aggiudicheranno gli spazi, il Comune prevede anche un finanziamento in conto capitale per interventi di messa a norma, sicurezza e miglioramento ambientale. Il contributo potrà coprire fino al 70% delle spese.

Gli importi variano in base all’immobile:

  • 20mila euro per gli spazi di via Canonica e via Millelire
  • 15mila euro per l’immobile di via Bianco Mario
  • 10mila euro per tutti gli altri beni

Bertolé: “Diamo una seconda vita a questi luoghi”

“Milano ha oggi 267 beni confiscati assegnati al Comune – spiega l’assessore al Welfare e Salute Lamberto Bertolé –. Il nostro obiettivo è trasformarli in risorse per la comunità, in particolare per le persone più fragili. È un circolo virtuoso che vogliamo rafforzare, sostenendo concretamente chi realizza progetti sociali di qualità”.

Le priorità: fragilità, inclusione e autonomia

Le destinazioni d’uso individuate dall’Amministrazione rispondono ai bisogni del territorio: accoglienza per genitori con bambini, neomaggiorenni e anziani fragili, percorsi per persone con dipendenze o ex detenuti anziani, progetti dedicati alla disabilità, sia residenziali sia diurni. I locali commerciali potranno invece ospitare servizi educativi, doposcuola, centri diurni, corsi di lingua italiana, iniziative di innovazione sociale, orientamento al lavoro, welfare culturale e attività di supporto alle famiglie in difficoltà.

Come partecipare al bando

Le domande dovranno essere inviate via PEC entro le ore 12 del 20 marzo all’indirizzo:
[email protected]

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