Via alla mostra "Dal vivo a Milano": a Palazzo Morando 130 scatti su mezzo secolo di concerti milanesi
Dal 9 ottobre al 31 gennaio fotografie d'archivio e immagini amatoriali ricostruiscono locali, pubblico e trasformazioni urbane. Nel percorso installazioni sonore, materiali d'epoca e zone di ascolto
Palazzo Morando | Costume Moda Immagine inaugura venerdì 9 ottobre "Dal vivo a Milano. La città come palcoscenico della musica", rassegna fotografica curata da Matteo Bordone e Roberto Mutti, ideata e prodotta da Vertigo Syndrome insieme al Comune di Milano. Le centotrenta immagini esposte, molte delle quali mai pubblicate prima, provengono da archivi pubblici e privati e coprono oltre cinquant'anni di concerti. La prospettiva scelta non è quella del palco: al centro ci sono il pubblico, i locali, le abitudini e i gusti di una città che ha sempre preteso molto dalla musica suonata in presenza.
Il progetto nasce da una ricerca prolungata e dall'accostamento di sguardi diversi. Accanto agli scatti firmati da Cesare Colombo, Renzo Chiesa, Massimo Barbaglia e Fabio Treves compaiono fotografie realizzate da appassionati che seguivano gli artisti con la propria attrezzatura. Il risultato è una narrazione corale, dove l'immagine ufficiale convive con quella rubata, e il reportage con la testimonianza privata.
Un percorso tra installazioni sonore, filmati e mappe interattive
L'allestimento non si limita alle stampe. Installazioni sonore restituiscono i brani eseguiti in città dai vari interpreti, insieme a estratti di interviste e racconti diretti. Il percorso comprende anche notiziari del periodo e documentari sulla scena locale. Alcune postazioni interattive consentono di ricostruire la geografia musicale milanese e il carattere dei quartieri che più si sono identificati con determinati generi. In chiusura sono collocate diverse aree dedicate all'ascolto.
Sacchi: "La musica non è stata solo colonna sonora"
Per l'assessore alla Cultura Tommaso Sacchi la mostra documenta un rapporto che attraversa i decenni a partire dagli anni Cinquanta e che ha contribuito a collocare Milano tra i punti di riferimento internazionali della musica e della produzione culturale contemporanea. Un percorso in cui si intrecciano trasformazioni urbane ed energie creative successive. La sede, ha osservato l'assessore, è coerente con il contenuto: un museo che racconta i mutamenti della città, dove la dimensione musicale ha operato come fattore di cambiamento più che come semplice accompagnamento.
Il programma fuori dalle sale
L'iniziativa si estende oltre il perimetro espositivo con un calendario curato da Matteo Bordone. Sono previsti incontri con fotografi, giornalisti e promoter che hanno portato in città i grandi nomi della scena internazionale, visite guidate nei luoghi storici del live, laboratori sulla fotografia di concerto e attività rivolte agli adolescenti per avvicinarli alla storia musicale milanese.