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Violenza di genere, Regione Lombardia approva il Piano quadriennale 2026-2029: investimenti triplicati e focus sulle donne più vulnerabili

Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato il Piano regionale quadriennale 2026-2029 per la prevenzione e il contrasto alla violenza contro le donne e il sostegno ai loro figli. Il provvedimento, elaborato dalla Giunta lombarda su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini, consolida e amplia il sistema di protezione […]

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Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato il Piano regionale quadriennale 2026-2029 per la prevenzione e il contrasto alla violenza contro le donne e il sostegno ai loro figli. Il provvedimento, elaborato dalla Giunta lombarda su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini, consolida e amplia il sistema di protezione regionale costruito negli anni precedenti, portando gli investimenti da circa 4 milioni a oltre 21 milioni di euro tra risorse regionali e nazionali.

Un piano costruito con i territori: Centri Antiviolenza, Ats e Terzo Settore al tavolo

Il Piano non è il frutto di un’elaborazione verticale ma di un percorso partecipato che ha coinvolto Centri Antiviolenza, Case Rifugio, enti locali, Ats, Asst e tutti gli attori che operano quotidianamente sul territorio. “Un lavoro condiviso che ha consentito di costruire uno strumento capace di rispondere ai bisogni reali delle donne”, ha sottolineato l’assessore Lucchini, evidenziando come questo approccio abbia permesso di rafforzare un sistema che negli anni ha già dimostrato efficacia e capacità di innovazione.

Integrazione tra servizi e percorsi di autonomia

Tra gli elementi qualificanti del Piano figura il rafforzamento del modello lombardo delle reti territoriali antiviolenza, che punta a una maggiore integrazione tra servizi sociali, sanitari e sociosanitari, istituzioni scolastiche, forze dell’ordine, autorità giudiziaria e Terzo settore. Accanto alla protezione immediata delle vittime, il Piano investe sulla prevenzione, sull’educazione al rispetto e alla parità e sulla costruzione di percorsi concreti di autonomia abitativa e lavorativa. La prospettiva non è limitata alla sicurezza nell’immediato ma mira ad accompagnare ogni donna verso la piena indipendenza personale, economica e sociale.

Attenzione alle fragilità: donne con disabilità, anziane, vittime di tratta e orfani di femminicidio

Il Piano dedica una attenzione specifica alle situazioni di maggiore vulnerabilità, con interventi mirati per donne con disabilità, anziane, con dipendenze, senza dimora e vittime di tratta. Viene inoltre rafforzato il sostegno ai figli delle donne vittime di violenza e agli orfani di femminicidio, categorie che spesso rimangono ai margini delle politiche di protezione ordinaria.

Una responsabilità collettiva: l’alleanza tra istituzioni, scuola e comunità

“Regione Lombardia continua a credere che il contrasto alla violenza sia una priorità e una responsabilità dell’intera comunità”, ha dichiarato Lucchini, sottolineando come il Piano promuova un’alleanza ampia tra donne e uomini, istituzioni, scuola, famiglie e realtà del territorio. Solo attraverso una responsabilità condivisa, secondo l’assessore, è possibile costruire una cultura del rispetto e della dignità della persona. Lucchini ha concluso rivolgendo un ringraziamento alla consigliera Silvia Scurati che, in qualità di relatrice, ha accompagnato con competenza l’intero percorso di approvazione del Piano.

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