“Where the Wind Comes From” trionfa al Milano Film Fest 2026: tutti i premi
Il film tunisino-francese di Amel Guellaty conquista il premio come Miglior Lungometraggio alla ventesima edizione del festival milanese, mentre il britannico “A Sisyphean Task” si aggiudica il riconoscimento per il Miglior Cortometraggio. La cerimonia di premiazione si è tenuta la sera di martedì 9 giugno all’Anteo Palazzo del Cinema, alla presenza del direttore artistico Claudio […]
Il film tunisino-francese di Amel Guellaty conquista il premio come Miglior Lungometraggio alla ventesima edizione del festival milanese, mentre il britannico “A Sisyphean Task” si aggiudica il riconoscimento per il Miglior Cortometraggio. La cerimonia di premiazione si è tenuta la sera di martedì 9 giugno all’Anteo Palazzo del Cinema, alla presenza del direttore artistico Claudio Santamaria.
Un road movie sull’amicizia e il desiderio di Europa
“Where the Wind Comes From” (Tunisia, Francia, 2025) racconta il viaggio on the road di due ragazzi tunisini verso l’Europa, mettendo alla prova il loro legame attraverso le asperità del percorso. La giuria dei lungometraggi, presieduta da Valeria Bruni Tedeschi e composta da Vinicio Marchioni, Anna Ferzetti, Federico Cesari e Silvia D’Amico, ha premiato il film con 5.000 euro motivando la scelta con parole che evocano il cinema iraniano e persino Pasolini: un’opera “semplice e sofisticata, libera e poetica”, capace di restituire uno spaccato autentico della Tunisia affidandosi ad attori che, nelle parole della giuria, “non si limitano a recitare, ma semplicemente sono”.
La menzione “Futuro” ai giovani protagonisti
La stessa giuria ha assegnato una menzione speciale “Futuro” ai due interpreti del film, Eya Bellagha e Slim Baccar, riconoscendo nella loro performance una tensione autentica e mai costruita. “Senza mai cedere al cliché del giovane arrabbiato”, si legge nella motivazione, i due attori costruiscono un legame “magnetico, guidato da un affetto naturale, profondo e mai forzato”.
Miglior interpretazione maschile a Matthew Shear per “Fantasy Life”
Il premio per la Miglior Interpretazione Maschile va a Matthew Shear, interprete e regista di “Fantasy Life” (USA, 2026). La giuria ha sottolineato la sua capacità di separare i due ruoli con misura e credibilità, arricchendo la performance di una “sottile autoironia” e muovendosi con la libertà di un attore al servizio di una storia altrui, pur essendone l’autore.
Triplice riconoscimento femminile per “The Wonderers”
Il Premio per la Miglior Interpretazione Femminile va collettivamente a Sarah Pachou, Mélanie Laurent e Angelina Woreth per “The Wonderers” di Josephine Japy (Francia, 2025). La giuria ha premiato “la straordinaria forza dell’unità d’insieme”, evidenziando come le tre attrici sfuggano costantemente alla prevedibilità, traducendo la sofferenza “in un lavoro pulito, fatto di silenzi e sottintesi”. Mélanie Laurent viene citata in particolare per “interiorità, profondità espressiva e intelligenza emotiva”.
“A Sisyphean Task” miglior corto: una scuola come metafora universale
Sul fronte dei cortometraggi, “A Sisyphean Task” di Gus Flind-Henry e George Malcher (Regno Unito, 2025) vince all’unanimità il Premio al Miglior Cortometraggio (2.500 euro). Attraverso un montaggio audio-video elaborato, il film affronta le contraddizioni del sistema scolastico come specchio delle disuguaglianze collettive: “un piccolo mondo scolastico rappresenta problematiche universali”, scrive la giuria, presieduta da Margherita Vicario. Il titolo richiama il mito di Sisifo non a caso: la fatica quotidiana, per quanto apparentemente vana, “non è mai inutile”.
Le menzioni speciali ai cortometraggi
Due menzioni speciali completano il palmarès dei corti. “Concrete Kids” di Saulius Baradinskas (Lituania, 2026) viene premiato per la sua “originalità estetica” e per la capacità di far dialogare scenografia, fotografia, costumi e scelte musicali in una coerente armonia audiovisiva. “Faux Bijoux” di Jessy Moussallem (Francia, Libano, 2025) riceve il riconoscimento per aver affrontato il tema della maternità surrogata con sensibilità e senza giudizio, mettendo in dialogo il Libano e l’Occidente “tra bisogni contrapposti, disperazione e speranza condivise”.
La giuria studentesca premia ancora Guellaty
“Where the Wind Comes From” conquista anche il Premio della Giuria Studentesca, composta da 16 studenti provenienti da istituzioni come la Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti, NABA, Università IULM e IED. Nella motivazione, gli studenti definiscono il film “un coinvolgente coming of age” capace di intrecciare “sogno e realtà, leggerezza e intensità emotiva”, e lodano lo sguardo poetico di Guellaty nel dare voce “ai giovani e alle donne di una Tunisia in trasformazione”.
Il festival e la sua missione cittadina
Il Milano Film Fest è ideato e organizzato dalla Fondazione Milano Film Fest, che riunisce quattro realtà milanesi – Il Cinemino, Esterni, Fondazione Dude e Perimetro – sotto la direzione artistica di Claudio Santamaria. Con il sostegno del Comune di Milano nel settore Cultura, il festival punta a coinvolgere attivamente le comunità del territorio attraverso una sezione dedicata all’industry e un calendario di eventi diffusi in vari luoghi della città.