Articolo di martedì 24 settembre 2024
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Laura Bajardelli
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L'ambiente, la sostenibilità e il patto tra generazioni sono finalmente princìpi fondamentali della Costituzione

La riforma del 2022 è passata quasi inosservata, l’educazione è fondamentale per i cambiamenti culturali

La natura non l’abbiamo ereditata dai nostri padri ma un prestito da restituire ai nostri figli. Potremmo usare questa bella e celebre frase (forse un antico detto dei nativi americani) per descrivere l’introduzione tra i principi fondamentali della nostra Costituzione dei principi di tutela ambientale, sostenibilità e patto tra generazioni. Dopo la riforma del febbraio 2022, l’articolo 9 recita così: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni.” Ed è stato modificato anche l’articolo 41: “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali.”

L’evoluzione della consapevolezza e della normativa

Si è giunti a questo risultato dopo un lungo percorso di evoluzione giuridica e, soprattutto, culturale. Originariamente, infatti, la Costituzione non conteneva riferimenti espliciti all’ambiente, riflettendo una sensibilità che è andata crescendo dagli anni Settanta, quando anche in Italia ci si è trovati a fronteggiare gravi forme di inquinamento ambientale con conseguenze gravi per l’uomo e gli animali, uno su tutti il disastro di Seveso. Certo, l’articolo 9 menzionava già la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico, ma giurisprudenza e dottrina si sono mostrate via via più rapide e attente enfatizzando, anche attraverso le sentenze della Corte costituzionale, lo stretto legame tra ambiente e salute delle persone, preparando di fatto il terreno per futuri sviluppi legislativi e costituzionali.

La modifica del 2022 segna però un punto di svolta con l’inclusione della frase “nell’interesse delle future generazioni”: le decisioni che vengono prese oggi devono considerare gli impatti a lungo termine, evitando politiche miopi che potrebbero compromettere il benessere delle generazioni future. Introduce di fatto un concetto di responsabilità intergenerazionale: la generazione che oggi è al comando ha il dovere morale e legale di preservare l’ambiente non solo per sé stessa, ma anche per coloro che verranno dopo. Questo principio rafforza l’idea che le risorse naturali non sono infinite e che devono essere gestite in modo sostenibile. Questa modifica costituzionale ha un forte valore educativo e simbolico: includere l’interesse delle future generazioni nella Costituzione aiuta a sensibilizzare la popolazione sull’importanza della sostenibilità e della tutela ambientale e a promuove una cultura di rispetto e responsabilità verso l’ambiente, incoraggiando i cittadini, le imprese e le istituzioni a considerare l’impatto delle loro azioni non solo sul presente, ma anche sul futuro. È un approccio di lungo periodo,

Ma pochi ne sono a conoscenza

Solo il 28% degli italiani sa della Riforma relativa alla tutela dell’ambiente, il dato incoraggiante è che l’anno precedente, nel 2023, erano la metà. Stessa percentuale anche per l’importanza riconosciuta alle future generazioni.

Cosa fare concretamente

Sicuramente, per far crescere la consapevolezza ed esercitare i propri diritti, educazione e formazione sono fondamentali e i ragazzi, che sono i protagonisti del futuro, da quest’anno scolastico troveranno nei programmi di educazione civica sostenibilità e tutela ambientale. Un arricchimento-obbligo che si affianca ai numerosi progetti e iniziative di educazione ambientale già oggi presenti in molte scuole, persino con attività pratiche come il riciclaggio, la gestione dei rifiuti e la conservazione dell’energia.

Altrettanto fondamentale è l’attivazione delle istituzioni che devono adottare politiche pubbliche rigorose in materia di tutela ambientale, dalla promozione di piani e misure per favorire le energie rinnovabili alla riduzione delle emissioni di CO2. Ma soprattutto le leggi e le regolamentazioni ambientali trovano fondamento non solo sulla base della protezione immediata dell’ambiente, ma anche sulla necessità di garantire un ambiente sano e sostenibile per le future generazioni. Questo può portare a una maggiore coerenza e continuità nelle politiche ambientali, indipendentemente dai cambiamenti politici.

E se sono sempre più le imprese che, volontariamente o per adempimento alla normativa, si rendono conto del proprio impatto sull’ambiente e sulla società e intraprendono iniziative per ridurre l’impatto negativo o, al contrario, per aumentare impatto positivo verso l’ambiente, riqualificare l’aria, il territorio, l’acqua, la biodiversità. Possono agire sulla catena di fornitura, sulla logistica e sulla mobilità, sui propri processi produttivi. Azioni concrete, contestualizzate nel proprio piano strategico, misurabili e rappresentate in documenti aziendali ufficiali come il bilancio di sostenibilità.

Se è evidente che oggi c’è un rinnovato interesse per la natura, i diritti dell’ambiente in cui viviamo e delle specie animali con cui siamo in relazione, perché abbiamo capito che l’uomo è anche lo spazio in cui vive, il territorio che lo circonda, la riforma costituzionale rende evidente che è essenziale uno sforzo collettivo da parte delle istituzioni, della società civile e delle imprese e introduce un concetto di responsabilità intergenerazionale soprattutto per la generazione che oggi ha il potere di agire a proprio favore ma anche per coloro che verranno dopo. Altrimenti, il prestito non sarà onorato. E i giovani avranno il diritto di condannare alla damnatio memoriae i colpevoli.

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