Vai al contenuto

WikiMilano - Protagonisti metropolitani è organo ufficiale dell'Osservatorio Metropolitano di Milano

non sei un utente registrato: al momento non puoi creare e modificare pagine.

Cultura, strumento di welfare

WikiMilano Magazine
Primavera 2024
Direttore
Andrea Jarach
Focus
Welfare ambrosiano

Info
I contenuti del numero di primavera 2024 saranno pubblicati il 28 marzo

Contatta il tutor di questa pagina WikiMilano
Articolo firmato da Emanuela Carcano - Giornalista, CdA Fondazione Piccolo Teatro Milano

E’ una vera e propria rivoluzione quella che nel terzo millennio cambia il paradigma della cultura mettendo al centro una nuova dimensione di welfare: il welfare culturale. Un potentissimo strumento di inclusione, valori, empatia, opportunità di cambiamento e di crescita oltre che di economia circolare, marketing territoriale, supporto per la sostenibilità, per il benessere sociale e la valorizzazione del capitale umano e di salute. L’Agenda Europea della Cultura 2030 va in questa direzione e indica come fondamentali, nei prossimi anni i cross over culturali, ovvero l’interazione messa a sistema di tutti gli ambiti delle dinamiche economiche e sociali, ancora, debolmente interconnesse, in primis quella tra cultura, benessere e coesione sociale. La costruzione di un sistema di welfare culturale è un traguardo ambizioso, ma nello stesso tempo realistico, anche per il nostro Paese: un’impresa di innovazione sociale multi-attoriale, multilivello e intersettoriale con effetti economici di portata non banale. Alla base per una corretta impostazione del tema si deve partire da una seria riflessione sulle condizioni che permettono ai processi di produzione e disseminazione culturale di offrire soluzioni concrete alle problematiche tipiche del welfare. Un intervento appropriato non può quindi che prendere le mosse da una consapevolezza delle basi scientifiche e dei risultati della ricerca che studia le relazioni tra partecipazione culturale e salute, benessere psicologico, coesione sociale, potenziamento individuale e sociale, e via di questo passo in molteplici declinazioni.

Il welfare culturale stabilisce interconnessioni tra soggetti pubblici e privati, individui e organizzazioni, gruppi formali e informali, secondo modelli interdisciplinari. In questo, le arti e la creatività svolgono il ruolo di catalizzatori di scienze, tecnologie e società.

Parlando di welfare culturale non possiamo non tener conto che l’obiettivo è anche quello di garantire l’accesso alla cultura a tutti i membri di una comunità e promuoverne la partecipazione diretta attraverso la produzione culturale in proprio, individuale o collettiva. Può includere politiche e azioni che mirano a un impatto che va oltre quello puramente culturale (salute e partecipazione sociale) ottenuto attraverso i mezzi del mondo della cultura.

E’ convinzione diffusa che la cultura sia un diritto universale in quanto strumento indispensabile per migliorare la qualità e la vita personale e sociale. Gli investimenti in politiche culturali e in buone pratiche, volte a promuovere la produzione culturale e a facilitarne l’accesso e la fruizione, vanno considerati non in termini di costi ma di investimenti che devono essere accresciuti perché generano valore sociale e civico e sono in grado di accelerare una rigenerazione degli spazi di convivenza e l’inclusione sociale.

Se facciamo riferimento al welfare aziendale solo il 28% delle aziende si è servito di questa possibilità per i propri dipendenti, con ricaduta sulle famiglie, utilizzando i fringe benefit ma l’intervento rappresenta solo il 2,7% delle loro entrate. Si può e si deve migliorare. Dobbiamo anche ricordarci che in Italia il 28% delle persone non hanno mai svolto un’attività culturale nel corso di 12 mesi. Mai stati al cinema, mai letto un libro, mai stati ad un museo o ad un concerto o a teatro. Il contatto con la cultura è solo quello radiofonico o televisivo o attraverso qualche piattaforma digitale. Essere lasciati a se stessi significa essere tagliati fuori. Le attività culturali svolte in casa sono poverissime, secondo i dati a disposizione. C’è un tema di disuguaglianza e giustizia sociale che ci deve far riflettere. Meno cultura, meno speranza di vita in buona salute. Il Paese è profondamente disuguale da questo punto di vista: l’urgenza di intervenire è elevata. Mettere a sistema la cultura come strumento di welfare è un’esigenza di bellezza.

Pagine correlate