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L'intelligenza artificiale può smascherare sé stessa

Articolo di martedì 12 novembre 2024
Protagonisti
Autrice
Laura Bajardelli
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Tecnologie di cyber security d’avanguardia e Intelligenza artificiale degenerativa per combattere le fake news create con l’IA generativa

C’è una bella notizia per chi ha paura dell’’Intelligenza artificiale (IA, o in inglese Artificial Intelligence-AI): ha gli antidoti per smascherare gli abusi di chi la usa in modo fraudolento, per ingannarci.

L’IA è una delle più grandi rivoluzioni tecnologiche che l'uomo abbia mai sperimentato: dal Machine Learning, alla Robotica, fino alle Reti neurali. Questi e molti altri ambiti per un'unica grande sfida tecnologica. E come altre rivoluzioni ha luci e ombre. Un esempio? I social media abbondano di immagini, video, notizie ma non siamo certi sia tutto vero, né sappiamo come fare a capirlo e, peggio ancora, potremmo non aver voglia di verificarlo.

Qual è la realtà? Cosa si può fare? Ne parliamo con il Generale Alfonso Miro, che ha diretto tutti i maggiori progetti tecnologici delle Forze Armate italiane, tra cui la creazione dei Centri di sicurezza cibernetica (cyberdefense): “L’intelligenza artificiale poggia sulle reti neurali artificiali che simulano il comportamento delle reti neurali umane composte dai neuroni e dalle sinapsi che, mediante impulsi nervosi, passano l’informazione da un neurone all’altro. La rete neurale artificiale permette all’AI di riconoscere, valutare ed apprendere seguendo modalità analoghe a quelle dell’uomo”.

È bene ricordare che l’intelligenza artificiale è la capacità di una macchina di saper ragionare, apprendere, pianificare e addirittura fare attività creative che sono proprie dell’uomo. Il computer, infatti, attraverso la ricezione e l’elaborazione dei dati, riesce a comprendere la situazione, a risolvere un problema e ad agire fino a raggiungere un obiettivo precedentemente definito. Argomento complesso e sfaccettato, che ha assunto un ruolo da protagonista nella digital transformation. Approfondiamo ancora con il Generale: “Un settore specifico di questa tecnologia è l’intelligenza artificiale generativa, vale a dire un tipo di Intelligenza Artificiale che utilizza algoritmi di Machine Learning (ossia apprendimento automatico) per generare nuovi contenuti che in precedenza si basavano sulla creatività dell’uomo. Questi contenuti possono essere ad esempio testi, audio, immagini e video oramai indistinguibili da quelli prodotti dall’essere umano. Molteplici sono i campi di applicazione dell’AI generativa, quali l’arte, il design e l’architettura, l’e-commerce, l’istruzione, l’intrattenimento (la straordinaria capacità di produrre nuove melodie o addirittura intere canzoni spiega l’accresciuta produzione di brani musicali), la moda, la farmaceutica e la sanità.”

Per le aziende l’IA è uno strumento fondamentale per automatizzare e ottimizzare i processi creativi, aumentando e migliorando la produttività. Ma non è tutto oro quello che luccica e il Generale Miro ha le idee chiare "Le proiezioni sull'incremento del PIL globale grazie all'uso dell'AI generativa sono molto promettenti. Secondo uno studio di Goldman Sachs, l'AI generativa potrebbe incrementare il PIL globale di circa il 7%, pari a quasi 7 trilioni di dollari, nel prossimo decennio. Se tutti questi aspetti rendono l’AI parte integrante della nostra vita e quindi strumento indispensabile per rimanere al passo con i tempi, occorre porre adeguata attenzione ai molteplici punti ancora da chiarire, a partire dai temi legati alla proprietà intellettuale, alla responsabilità civile, alla privacy (segnalati anche dal garante italiano a proposito di ChatGPT), agli impatti sul lavoro e ai contenuti non appropriati (fake). Proprio quest’ultimo rischio, in particolare quando si tratta di immagini e video fake, merita una riflessione particolare." Questo dipende dal fatto che il nostro cervello utilizza molto le immagini? "Sì, il 90% delle informazioni trasmesse al nostro cervello sono visuali, ed il nostro cervello processa le immagini 60 mila volte più velocemente di un testo scritto. L’IA generativa, capace di creare contenuti visivi incredibilmente realistici ma falsi, ossia i deepfake, presentano dunque una serie di pericoli economici, politici e geopolitici che non possono essere tralasciati. Si tratta di rischi economici laddove i deepfake siano utilizzati per manipolare i mercati finanziari, creando per esempio video falsi di manager dell’azienda che annunciano decisioni aziendali strategiche o crisi immaginarie. Uno dei settori più a rischio è quello dei media, dove l'IA generativa può avere conseguenze significative sia per i professionisti dei media che per il pubblico in generale perché possono essere utilizzati per creare notizie false o manipolate, rendendo estremamente difficile distinguere tra verità e menzogna."

Ci parli dei rischi in ambito politico e geopolitico, due fronti particolarmente critici in questi ultimi anni "Sul fronte politico, i deepfake rappresentano una minaccia diretta alla democrazia. Immagini e video manipolati possono essere utilizzati per diffondere disinformazione, influenzare elezioni e destabilizzare governi. La capacità di creare prove false può essere sfruttata per screditare avversari politici o promuovere narrative ingannevoli, erodendo ulteriormente la fiducia del pubblico nei confronti delle istituzioni. La dimensione geopolitica dei deepfake è altrettanto preoccupante. Questi strumenti possono essere utilizzati come armi di propaganda da stati nazionali o gruppi terroristici, intensificando conflitti e tensioni internazionali. Un video falsificato di un leader mondiale che dichiara guerra o minaccia un'altra nazione potrebbe avere conseguenze devastanti, portando a escalation militari basate su menzogne. Inoltre, la diffusione di deepfake può compromettere la diplomazia internazionale, rendendo più difficile verificare la veridicità delle comunicazioni ufficiali" . L'Intelligenza Artificiale generativa ha quindi il potenziale per trasformare positivamente molti aspetti della nostra vita. Tuttavia, senza una gestione responsabile e una vigilanza costante, i rischi associati ai deepfake potrebbero superare i benefici. Bilanciare innovazione e sicurezza diventa un imperativo. La risposta a queste importanti vulnerabilità può essere fornita da aziende specializzate, capaci di realizzare piattaforme tecnologiche dotate di intelligenza artificiale “degenerativa”, in grado di riconoscere con un’elevata probabilità, se un’immagine o un video sono stati prodotti da una AI generativa oppure da un essere umano. Chiediamo infine ad Alfonso Miro a che punto è il nostro Paese: "Questa capacità è presente principalmente negli Stati Uniti d’America e in Israele che, per diversi motivi hanno necessità di difendere le proprie infrastrutture critiche. Peraltro, anche la competenza nazionale, spesso non alla ribalta della cronaca, ha raggiunto livelli di affidabilità di altissimo livello."


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