LE NUOVE FRONTIERE DEL SAPERE E DEL PARTECIPARE
Book crossing, biblioteche condominiali, librerie e biblioteche alternative
Dalle biblioteche spontanee e di condominio alle “escape room“ in biblioteca
Romanzi, gialli, saggi, biografie, libri di poesie, favole per bambini, nuovissimi o quasi. A volte si presentano all’interno di casette, altre in piccoli scaffali in luoghi inconsueti, come parchi, piazze, stazioni della metropolitana, fuori da negozi e persino piattaforme ecologiche. Altre ancora si trovano all’interno di spazi condominiali; a Milano ce ne sono ben 32. Ancora, sono semplici pile di libri appoggiati su un muretto o su una panchina, a disposizione di chi ha voglia di leggerli e magari lasciarne degli altri. Sono le nuove forme di biblioteca, chiamate biblioteche spontanee o condivise o, in inglese, semplicemente Book Crossing, ossia spazi di condivisione che nascono tipicamente grazie all’iniziativa dei cittadini per offrire la possibilità di prendere in prestito o donare libri, promuovere la lettura e creare una rete di scambio culturale accessibile a tutti. Nel caso dei condomini sono un’importante opportunità di dialogo e conoscenza tra vicini all’interno dei quartieri.
Possono sembrare iniziative singolari in un paese con ben 3.706 librerie e 7.425 biblioteche pubbliche e private che si rivolgono a un pubblico non particolarmente numeroso: secondo l’ultima indagine Istat del 2022, solo il 40% degli Italiani dichiara di leggere almeno un libro all’anno per ragioni non legate allo studio o al lavoro; in Lombardia si arriva intorno al 50%. È altrettanto vero, però, che iniziative come il Festivaletteratura di Mantova o la recente rassegna Bookcity Milano, che in pochi giorni ha attirato migliaia di persone con più di 1600 incontri gratuiti, organizzati anche in teatri, musei, scuole e altri centri di aggregazione a Milano e altre città lombarde, mostrano l’importanza della promozione culturale.
Luoghi e bisogni che cambiano
Forse stanno mutando i luoghi o soprattutto i bisogni: alla lettura solitaria e riflessiva dei lettori “forti” si affiancano da tempo presentazioni con l’autore accompagnate da attori o letture animate e teatrali condivise e partecipate. E negli ultimi anni si stanno sperimentando con successo nuove esperienze con l’intento più o meno esplicito di cambiare la percezione della biblioteca, non più luogo austero che mette in soggezione ma un luogo accogliente. A Milano la prima biblioteca di condominio risale al 2013, in via Rembrandt 12; oggi propongono anche giochi da tavolo e di società oltre a laboratori e occasioni di intrattenimento culturale per rafforzare i legami di comunità.
Le biblioteche tradizionali aprono le porte a percorsi innovativi: a Dogliani, in Piemonte, i ragazzi hanno trascorso una notte tra i libri; a Milano, Varese e Merate invece ci si è cimentati con le Escape room dove, per scappare da una stanza, i partecipanti devono risolvere enigmi culturali, storici o scientifici collaborando con i compagni di squadra. A Legnano si sperimenta la disconnessione da smartphone e social media con accattivanti laboratori di lettura, disegno, scrittura, musica e persino uncinetto. Tutte occasioni di apprendere in modo giocoso e divertente ma anche di socializzare e dialogare in modo creativo e dinamico.
Tutta Europa sta esprimendo questi bisogni e questi tentativi di trovare risposta, come afferma André Wilkens, direttore della European Cultural Foundation “le biblioteche sono più che semplici case per libri; sono la linfa vitale delle comunità europee. Forniscono spazi sicuri, promuovono l’istruzione, combattono le disuguaglianze sociali e costruiscono società resilienti”.
Che siano biblioteche spontanee, condominiali, bookcrossing o iniziative innovative delle biblioteche tradizionali, di fatto rappresentano una risposta creativa ai cambiamenti dei bisogni e dei luoghi della lettura e di incontro e socializzazione. Sono nuovi spazi protetti di conoscenza e partecipazione non solo di lettura, ma rafforzano anche i legami comunitari, trasformando l’atto di leggere in un’esperienza condivisa e dinamica. Italo Calvino nelle Lezioni Americane diceva che “Un libro non è mai un oggetto e basta: è una relazione, un incontro”. Basta un po’ di creatività e una mente aperta a mettersi in gioco.