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La riflessione sulla Riforma costituzionale

Verso il Referendum costituzionale
Dibattito
Data28 novembre 2016
LuogoCam Garibaldi
Corso Garibaldi 27
Milano
Protagonisti
OrganizzatoriCircolo Artisti e Patriottica
Saluti introduttiviGiampaolo Berni Ferretti
Interventi
ModeratoriRuben Razzante, Professore di diritto dell’informazione

Verso il Referendum costituzionale è il titolo di un dibattito pubblico svoltosi il 28 novembre 2016 al Cam Garibaldi.

Resoconto di Sara Disclafani

Si è svolto il dibattito “Verso il referendum costituzionale”, promosso dal  Segretario  dell’associazione culturale milanese “Artisti e Patriottica” Giampaolo Berni Ferretti. Un dibattito su posizioni a confronto: quella di Mariastella Gelmini per il no e quella di Emanuele Fiano per il si, a cui hanno anche partecipato personalità di spicco come l’Avvocato Gaetano Berni e Fabrizio De Pasquale. Intervenuti anche i rappresentanti del “comitato per il si” di Porta Romana ,Alessandro Poli e Pasquale Maria Cioffi. A moderare Ruben Razzante, docente di Diritto dell’Informazione Un referendum Costituzionale attesissimo quello del 4 dicembre per il quale si deciderà se apportare le modifiche al testo costituzionale proposte dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi e dal Ministro alle riforme Elena Boschi o rifiutare che questo accada. Gaetano Berni , giurista toscano di notevole spessore, proprio ipotizzando il possibile cambiamento cosituzionale, definisce quali potrebbero essere i punti critici del nuovo scenario legislativo italiano. “Quando modifichi la costituzione dai alla società un altro contenitore; tutto dipende però dallo stampo che diamo: se è corretto o non è corretto , se è idoneo a poter soddisfare le aspettative del popolo.” Introducendo così il suo intervento, l’Avvocato Gaetano Berni lungo un excursus storico avanza la tesi secondo cui “...l’Italia è un paese estremamente omogeneo e chi fa una legge costituzionale deve riflettere prima su ciò che l’Italia è stata, cosa che non si può cancellare in maniera così efficace e immediata come si crede...”. Specifica in seguito :“...in base alla mia ricostruzione storica, togliere alle regioni i poteri che esse oggi hanno significa negare la storia stessa, tradire chi ha subito danni dal Risorgimento, ignorare realtà sociali e storiche diverse all’interno dello stesso paese. In un eventuale futuro le regioni sarebbero dei soggetti deputati ad un modestissimo intervento sul territorio... Se tu togli ad un ente collettivo e territoriale come la regione il potere di intervenire non avrai nessuno ad amministrare una regione! ”. Un altro punto assai discusso su cui si sofferma l’Avv. Berni è il nuovo ruolo che il Senato andrebbe ad occupare nella nostra Repubblica:“ ...nei paesi europei con un bicameralismo imperfetto il Senato pur non avendo un potere legislativo esclusivo ha un potere di controllo incisivo e immediato. In Italia, servirà solo a dare una facciata di garanzia democratica al paese...Un ente che verrà decapitato e che conterà poco.” Ipotizzando anche una possibile paralisi del sistema a seguito delle numerose perplessità che il testo suscita , coclude :” ...smettiamola di sentirci portatori di novità , non dobbiamo ambire ad aspettative che non possiamo soddisfare. Un costituente serio avrebbe voluto invece dare più efficacia a certe regole.” Fabrizio De Pasquale, di notevole accordo con l’analisi dell’Avv. Berni, ribadisce “ Inaccettabile la retorica del nuovismo...Non si tratta di un piccolo miglioramento ma di un grave danno economico!” Dopo l’intervento dell’Avvocato Gaetano Berni, Emanuele Fiano, Responsabile nazionale PD con delega alle Riforme, espone le ragioni del Sì alla riforma dando il via al tête-à-tête con Maria Stella Gelmini: “... l’Italia cerca di ideare una riforma da 35 anni... è chiaro che nessuna legge è perfetta , ma se il funzionamento della democrazia è claudicante , non sarà mai possibile attivare i principi della Costituzione.” Considerando come l’assenza di una stabilità del governo contribuisce ad una scadente credibilità internazionale, prosegue:”Qualsiasi promessa facciamo ad un altro paese non sappiamo garantirla perchè nel nostro paese non c’è continuità governativa... la stabilità dei governi fa parte dei problemi della democrazia!”. Passa poi al tema scottante delle regioni spiegando come la ridefinizione dei compiti eviterebbe le 1700 cause di conflitto fra Stato e Regioni che si sono susseguite dal 2001 a oggi. Infine,conclude sostenendo: “ Vogliamo fornire nuovi strumenti democratici per diminuire la distanza fra popolo e istituzioni attraverso,ad esempio,la proposta di legge di inizativa popolare. Non c’è alcun rischio autoritario, nè accentramento di potere; Abbiamo un arbitro che è il Presidente della Repubblica. Vogliamo piuttosto un sistema di garanzia e modernizzare questo Paese.” Al concludersi dell’intervento di Fiano,dalla parte opposta, la parola a Maria Stella Gelmini che incalza: “..è preoccupante la distanza oceanica fra la narrazione della riforma e il potere oggettivo che essa effettivamente ha. Il bicameralismo perfetto non viene abolito, il senato rimane ciò che viene abolito è il voto degli elettori. I senatori devono essere direttamente eletti dai cittadini! E poi, dove troveranno il tempo i sindaci per fare i senatori?” Dopo il tema del senato, la Gelmini passa al presunto ridimensionamento dei costi sostenendo come Renzi abbia ceduto alla retorica grillina sul taglio dei costi e chiarendo quanto il risparmio sarà irrisorio. “ ....Noi non crediamo all’immutabilità della Costituzione ma questa riforma ha contenuti minimali e confusi. Inoltre, si acuizzano le differenze fra le regioni, e si penalizzano le più visrtuose;il punto non è neanche “velocizzare”: il problema non è la velocità della legge ma la qualità”. La Gelmini sfata anche il mito degli scenari economici apocalittici che si potrebbero presentare qualora vincesse il no: “ Non credo che l’economia del paese dipensa da questa riforma.”

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