Associazione Milano Vapore/IL MURO DI BERLINO 1989-2019: 30 ANNI CHE HANNO CAMBIATO L’EUROPA E IL MONDO

IL MURO DI BERLINO 1989-2019: 30 ANNI CHE HANNO CAMBIATO L’EUROPA E IL MONDO'
Iniziativa politica - Convegno
Data6 novembre 2019
LuogoSede del Parlamento Europeo - Palazzo delle Stelline, Corso Magenta 61 - Milano - alle ore 10:00 alle ore 12:00
Protagonisti
Organizzatori


Comunicato Stampa

IL MURO DI BERLINO 1989-2019: 30 ANNI CHE HANNO CAMBIATO L’EUROPA E IL MONDO

Il 6 novembre 2019 dalle ore 10:00 alle ore 12:00 , Sede del Parlamento Europeo - Palazzo delle Stelline, Corso Magenta 61 - Milano.

Introduzione di Roberto Zadik (Giornalista e Conferenziere Sinagoga Beth Shlomo),

  • Onorevole Angelo CIOCCA ( Europarlamentare Lega ),
  • Massimiliano BASTONI ( Consigliere Regione Lombardia Lega ),
  • Luca CERESA ( Presidente Terre Ambrosiane ),
  • Avv. Giampaolo BERNI FERRETTI (Presidente Ass. Milano Vapore e Vice-Capogruppo Forza Italia Municipio1 ),
  • Avv. Mario CARNEVALE BARAGLIA ( Studioso storico delle dinamiche aristocratiche Europee ),
  • Roberto JARACH ( Presidente Fondazione Memoriale Shoah),
  • Davide ROMANO ( Presidente ADI - Amici di Israele ),
  • Carmelo FERRARO (Presidente Comitato Mimpegno e Presidente del Comitato Scientifico di Milano Vapore).


Sono passati trent'anni da quello storico 9 novembre 1989. Da quel giorno ad oggi con la Caduta del Muro e dei Regimi Comunisti di mezza Europa, il mondo e' cambiato. Ma cos'era il Muro che per quasi trent'anni dal 1961 divideva in due la Germania e l'Europa? Qual'è la storia e le conseguenze della sua caduta, che ha realmente causato la fine del Comunismo? Come vivono quei Paesi oggi e cos' e' cambiato per le società europee, internazionali, per il mondo ebraico e per Israele?

Tra i tanti ospiti presenti anche Gianluca Marco COMAZZI - Consigliere Regione Lombardia ( Forza Italia) , Manfredi Palmeri Consigliere Regione Lombardia ( Energie per l'Italia) , Gianni Rubagotti membro del consiglio generale del Partito Radicale , che contribuiranno ad arricchire l'evento , con le loro riflessioni .


Milano Vapore

Milano Vapore si propone in particolare di promuovere la città di Milano quale sede di attività e luogo d’incontro anche internazionale, per scambi tra le diverse culture ed esperienze nei campi del Tempo Libero, del Design e di tutto ciò che è avanguardia e sperimentazione culturale a livello europeo. Vuole cogliere ed amplificare i segnali deboli di eccellenza e sistematizzare tutto ciò che quotidianamente freme, si agita, lotta ed agisce per costruire il futuro. Milano Vapore non si chiama così per caso. Fabbrica del Vapore è lo spazio cittadino di pregio che la ospita. Non solo. Fu proprio Giampaolo Berni Ferretti, fondatore e presidente dell'associazione, ad intuire le potenzialità ed elaborare il primo progetto di recupero dell'area ex industriale da sottoporre all'assessore Sergio Scalpelli e al Comune di Milano. Queste idee hanno poi preso corpo, con significative e positive ricadute per il territorio, in particolar modo per i giovani. La documentazione sul progetto Fabbrica del Vapore. La relativa documentazione è consultabile online

Terre Ambrosiane

Terre Ambrosiane, Associazione Culturale nata dall’idea del fondatore e presidente Luca Ceresa , il primo agosto 2017 in concomitanza con l'anniversario della nascita della confederazione svizzera, ha al centro i valori Ambrosiani perché, esattamente come gli svizzeri, anche noi vogliamo fortemente affermare la nostra identità. Lo scopo dell'Associazione è la salvaguardia e la promozione della Cultura Lombarda e dei valori Ambrosiani quali : la famiglia, il lavoro, l’onestà e virtù, quali l’operosità la carità e l’umiltà, ed è sul principio di questi valori che vede la luce l’Associazione Terre Ambrosiane; costruendo attorno a se una comunità che valorizzi il territorio e la cultura delle tradizioni, senza le quali il territorio e la Lombardia perderebbero la propria identità.

Amici d'Israele

Amici d’Israele L'associazione Amici di Israele raccoglie persone di tutte le fedi e si occupa di fare informazione contro l'antisemitismo e l'antisionismo. Tra le tante iniziative prese, è doveroso ricordare la partecipazione al 25 aprile con i simboli della Brigata Ebraica e la celebrazione aperta al pubblico della festa dell'indipendenza di Israele

Video

Why was the Berlin Wall built?
da Mozione Regan e Thacher a Mozione per intitolare una via Alla Caduta del Muro di Berlino 5 novembre 2019 Municipio 1 Milano

Marco Pannella 1982: Manifestazioni radicali nei Paesi dell'Est.Con la stessa passione per lo stato di diritto e la libertà continua oggi la battaglia per salvare Radio Radicale registrazione integrale dibattito grazie a Radio Radicale

IL MURO DI BERLINO 1989-2019: 30 ANNI CHE HANNO CAMBIATO L’EUROPA E IL MONDO-Intervento Presidente Giampaolo Berni Ferretti
IL MURO DI BERLINO 1989-2019: 30 ANNI CHE HANNO CAMBIATO L’EUROPA E IL MONDO-Intervento Max Bastoni
IL MURO DI BERLINO 1989-2019: 30 ANNI CHE HANNO CAMBIATO L’EUROPA E IL MONDO-Intervento Presidente Carmelo Ferraro
IL MURO DI BERLINO 1989-2019: 30 ANNI CHE HANNO CAMBIATO L’EUROPA E IL MONDO-Intervento breve Roberto Zadik
IL MURO DI BERLINO 1989-2019: 30 ANNI CHE HANNO CAMBIATO L’EUROPA E IL MONDO-Intervento lungo Roberto Zadik

Rassegna Stampa

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Intervento del Presidente Giampaolo Berni Ferretti

Sono Giampaolo Berni Ferretti, presidente dell’ Associazione Milano Vapore e Vice-capogruppo di Forza Italia in Municipio 1. Riprendo in questo mio intervento lo scheletro del mio intervento in inglese tenuto a Praga nel dicembre 1992, era appena andata via l’Armata Rossa, al Congresso di un nascente partito (che poi andò al Governo dell’allora Cecoslovacchia)- Parlando de il Mondo Nuovo, dell’Europa da costruire , avevo anni 17 in quel lontano dicembre 1992, fu un grande onore, ero li come osservatore, non il solo, dei partiti dell’Internazionale Liberale e Radicale Bene In questa Italia, in questa Milano ed in questa Europa noi ci troviamo ad avere una Chance unica ed eccezionale: Quello di divenire e di tornare ad essere, forza libera e riformatrice. "Non abbiamo ambizioni astratte, ma sentiamo che l'ora della revisione e del coraggio si avvicina e forse sia giunta. Revisione ideologica e programmatica, coraggio di riformare anzitutto il liberalismo, perché' sia sempre più se stesso. Tutto ciò non deve essere dispersione o velleità; cautela, prudenza e senso delle mete immediate sono l'eredità, la tradizione che accettiamo. Non ne accettiamo altre: Non quelle che fino a pochi giorni fa si dissolsero nel giustizialismo, nel populismo e nella morte dell’autonomia della politica. Accettiamo gli anni trascorsi, oscuri e dolorosi, come condizione della nostra esistenza, davanti alla quale è vano chiudere gli occhi, riandando con la mente agli anni gloriosi della libertà, gli anni dei nostri maggiori; mentre non rinneghiamo la loro tradizione, la facciamo ideale e fuori dal tempo; perché vere tradizioni intellettuali alle quali, richiamarci non ne vediamo. Ci richiamiamo all' essenza del nostro passato non alle sue morte forme . Quindi Liberale sarà e dovrà essere la teoria e la pratica dei diritti individuali per i quali dobbiamo tornare a combattere. "Teorizzare implacabilmente tutto ciò che fermenta si agita, agisce, tutto ciò che lotta per creare l'avvenire" (Giuseppe Saragat su Raccolta di "Critica Liberale", ottobre 1969); sempre pronti a difendere i diritti e la dignità dell'individuo contro ogni abuso e sopruso, ciò per cui nasciamo e che dovrà guidare la nostra azione e il nostro divenire. Riscoprire una politica militante che è servizio disinteressato e metodo che dovrà caratterizzare il nostro quotidiano impegno in difesa della libertà. "Noi abbiamo un compito da svolgere nella società italiana, tutto nostro: Portare la presenza del liberalismo fra i giovani, nelle scuole, nelle fabbriche, nelle strade, estendere il proselitismo della nostra idea, non accontentarci dell'alveo ristretto che ci fornisce soltanto un limitato ricambio. Il nostro posto è in primo luogo tra i giovani” e gli amici...”dove ci sono giovani” ed amici “da illuminare al Liberalismo, da convincere alla democrazia, la è il nostro posto di quotidiana battaglia e la amici ed avversari ci troveranno" . Il fine più chiaro è di inserirci nella vita Politica del nostro Paese, di migliorarvi i costumi e le idee, intendendone i segreti: Ma non pensiamo di raggiungerlo con un’opera di pedagogisti e di predicatori: La nostra capacità di educatori si esperimenta realisticamente in noi stessi; educando noi, avremo educato gli altri La rivoluzione per la quale lottiamo dovrà essere non solo un fatto sociale, ma un grande fatto morale. Una catarsi, una purificazione di popolo. Che si possa dire: “Ecco fin qui fummo vili, deboli e meschini. Ma da qui comincia la nuova storia” . Società aperta e libera, in un Europa che è multiculturale, capace di creare tutti i presupposti per permetterci di realizzaci appieno come cittadini e come uomini in essa e per essa, è quella cui aspiriamo. Siamo infatti memori degli insegnamenti di Karl Popper: “…se desideriamo rimanere umani c’è una sola via, la via alla società aperta. Dobbiamo addentrarci nell’ignoto e nell’insicuro e servirci in questo di tutta la nostra razionalità per progettare in direzione della sicurezza e della Libertà” . Se veramente, infatti, come ci insegava Einaudi (Maestro venerato da Rosselli anche se non sempre ossequiato), se veramente “Il bello, il perfetto, non è l’uniformità, ma la verità ed il contrasto”; se davvero –come ribadiva Rosselli – il Liberalismo guarda alla vita <come inesausto cozzo di forze> contrarie, allora, appartenendosi la vita ad ognuno, bisogna che ognuno – ognuno! – debba poterla sostenere questa lotta. Certo, non tutti vinceranno. Molti ne usciranno sconfitti. Ma nessuno dovrà trovarsi forzato a disertare il cimento per l’oscurità dei suoi natali o la pochezza delle proprie fortune. E allora: che ciascuno abbia la possibilità di raggiungere le sue vette; se poi queste vette verranno fallite è cosa che deve potersi imputare alla debolezza del respiro e alla gracilità delle gambe; ad una mancanza soggettiva quindi e non mai ad un impedimento oggettivo, esterno all’individuo; non mai alle restrizioni di una società dove, di fatto, solo ad alcuni è lasciata l’avventura delle loro aspirazioni…” . E' un fondamentale bisogno di libertà quello che viene dalla società italiana ed Europea; è libertà dallo Stato che ha invaso campi che non gli appartengono diventando monopolista e burocratizzatore; è libertà dello Stato di riacquistare la persa legittimità d' intervenire con equità ed efficienza in tutti i campi e nei limiti che una Democrazia Liberale gli impone. Fondamentale bisogno che in noi diventa inquietudine, ansia e bisogno di un rinnovamento radicale. Dalle scuole, dalle Università e dalla società civile dobbiamo sapere tornare ad indicare alla Politica e al Paese la strada smarrita, che conduce verso il nuovo, verso il Liberalismo e il divenire nazione moderna. Iniziativa spirituale e crisi rivoluzionaria troppo spesso dal Risorgimento ad oggi hanno finito per annullarsi in un compromesso romano; ma di cui noi oggi dobbiamo essere i promotori e gli intransigenti guardiani, convinti come siamo che "il futuro del Paese cammina sulle nostre gambe". Terminavo con una battuta finale il mio discorso in inglese tenuto a Praga nel dicembre 1992- era appena andata via l’Armata Rossa- al Congresso di un nascente partito (che poi andò al Governo dell’allora Cecoslovacchia)- Parlando de il Mondo Nuovo, l’Europa da costruire – avevo anni 17 in quel lontano dicembre 1992, fu un grande onore-ero li come osservatore, non il solo, dei partiti dell’Internazionale Liberale e Radicale. Dobbiamo tornare a volere un'Europa, dissi, che sia espressione politica, della sua essenza morale e che scavando nel profondo di se stessa colpisca e distrugga i germi della tirannide e della decadenza: In tale Europa il nome del Liberalismo deve tornare forza animatrice. Ricordai l’esempio eroico di Jan Palach (poco dopo so che cambiarono il nome della piazza principale di Praga da San Venceslao a Jan Palach ) Quindi conclusi: Noi siamo memori dell’insegnamento di Kennedy che ci esortava: “Non chiederti cosa il tuo Paese può fare per te chiediti, cosa puoi fare tu per il tuo Paese ”. E' solo questo per noi l'unico modo, se dobbiamo impegnarci in Politica per costruire il Mondo Nuovo, di "svolgere...un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale e spirituale della società " (art. 4 c.2 Cost.): TUTTO IL RESTO SONO SOLO QUISQUILIE.

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